MIGLIORAMENTI FUNZIONALI/ORGANIZZATIVI.
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1. Miglioramenti funzionali
e organizzativi.
Il cambiamento fondamentale che si registrerà è
quello che gli Enti non lavoreranno più con la logica istituzionale
ma con la logica del servizio e del processo integrato. A livello
di territorio le organizzazioni tenderanno a far lavorare in modo
integrato tutti quegli uffici che interagiscono sullo stesso processo
e che ha come finalizzazione il cliente finale (cittadino o impresa).
Nel caso specifico, avendo scelto il tema del lavoro come argomento
centrale sia per l’integrazione degli Enti che come servizio
fondamentale per i suddetti clienti, è giocoforza che il
miglioramento funzionale indotto da tale scelta sarà l’accorciamento
e la qualificazione del circuito organizzativo che presidia l’occupazione
e la semplificazione dei processi di interscambio tra spezzoni
che la divisione del lavoro tra Enti ha assegnato a ciascuno di
essi. Per il SUAP gli enti che troveranno una maggiore integrazione
attraverso la rete, saranno quelli che presidiano il processo
autorizzatorio per le imprese (Comuni, VV.FF., ASL, Sopraintendenze,
Provincia Regione, etc.). Per l’URP gli enti che troveranno
una maggiore integrazione saranno quelli che intervengono sugli
eventi della vita lavorativa (Scuola, ASL, Centri per l’Impiego,
INPS, INAIL, centri di formazione professionale, etc.).
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2.
L'analisi dell'impatto organizzativo derivante dall'attuazione del
progetto.
L’impatto sull’organizzazione e sul sistema delle competenze,
sia istituzionali che professionali, sarà evidente, in quanto
si tenderà ad anonimizzare il rapporto tra cittadino fruitore
del servizio ed ente/persona erogatore e si tenderà a localizzare
i produttori del servizio amministrativo e le strutture di supporto
informatico in aree centrali seguendo logiche di economie di scala
e convenienze di interoperabilità applicativa. In sostanza
il modello che si sperimenterà è quello che concentrerà
in un punto remoto, probabilmente nelle città capoluogo inizialmente,
ma poi anche in una zona qualunque centrale alle tre aree provinciali,
una struttura di governo della rete, dei contenuti informativi e
dei processi amministrativi che corrono tra gli Enti diversi grazie
ad essa, per servire al cittadino o all’impresa che in un
punto qualunque del territorio o del mondo da cui essi vi accedano.
E’ vero che tale disegno sarà realizzato in un tempo
sufficientemente lungo e che nel breve periodo si dovrà attrezzare
sia il sistema tradizionale che il sistema innovativo ma è
anche vero che bisognerà organizzare una struttura che governi
e protegga l’innovazione e un’altra che continui a presidiare
le strutture e i processi tradizionali. Quello che si vuole affermare
è che l’impatto organizzativo lo si avrà immediatamente
sul fronte della gestione dell’innovazione perché si
dovranno prevedere delle risorse e delle responsabilità necessarie
a strutturare il sistema futuro e a farlo permeare all’interno
del sistema tradizionale. Già questo cambierà il sistema
organizzativo preesistente perché gli Enti non sono abituati
a formalizzare strutture per la sola gestione del cambiamento. Poi
si metterà mano all’organizzazione funzionale in linea
con la creazione e la messa in esercizio dei Centri Servizio e degli
sportelli on line sulla rete. Essa dovrà progressivamente
lasciare il passo ad un’organizzazione per servizio/cliente
o per processo/progetto. Le strutture periferiche verranno sottratte
del back office che corrisponde al know how centrale delle attuali
organizzazioni pubbliche in quanto esso sarà progressivamente
centralizzato o confluirà nei data base e si svilupperà
invece il front-office, pure se in modo diverso, e si amplierà
l’attenzione strategica rivolta allo sviluppo e alla cooperazione
interistituzionale. Con il SUAP on line ad esempio si andrà
verso la costruzione in un solo punto della responsabilità
dell’intero processo, lasciando a livello territoriale un’interfaccia
consulente per soddisfare i bisogni delle imprese. In questo caso
ci si immagina la costituzione di un centro di servizio amministrativo
e un centro di servizio tecnologico. Il primo costituisce il back
office di tipo amministrativo per dare risposte celeri e competenti
alle imprese e il secondo costituisce un ambiente che accoglie le
infrastrutture tecnologiche e da supporto ai Comuni per l’implementazione
del sistema tecnologico in dotazione. Da questo punto di vista si
suppone di riunire fin da subito in un solo centro servizi amministrativo
i migliori tecnici amministrativi utili per la gestione dei processi
autorizzatori dando loro il compito di ripensare ai processi autorizzativi
più efficaci ed efficienti e standardizzarli nella versione
territoriale corretta. In questo senso si evita di ricostruire i
processi area per area , Comune per Comune e impiegare molto tempo
nella reingegnerizzazione dei processi per area. Un esempio di tale
genere esiste già perché il SUTAP di Brindisi, costituito
dai tecnici di tutti i comuni coinvolti nell’Associazione,
che si riunisce con cadenza programmata e risolve i problemi comuni,
già costituisce una esperienza dimostrativa di tale disegno.
Naturalmente questo significa che i diversi settori funzionali dei
diversi Comuni tenderanno a svuotarsi progressivamente soprattutto
sul versante operativo, mentre crescerà il settore informatico
pur se in una prospettiva di servizio comune. |
3. Le metodologie di reingenerizzazione dei processi
e di gestione dei flussi di lavoro (workflow management) che si
intendono utilizzare.
La metodologia a cui ci si riferirà per l’ottimizzazione
dei flussi di lavoro nel tentativo di razionalizzare e ottimizzare
le prassi in uso verrà utilizzata dai gruppi di lavoro
che la metodologia della formazione-intervento metterà
in moto. Essa combina la scelta strategica e le best practice
come sollecitazione per il cambiamento e la progettualità
interistituzionale e la comunicazione del miglioramento per alimentare
i salti organizzativi e sviluppare la condivisione delle scelte
innovative. La fortuna vuole che due aree su tre (la Provincia
di Lecce e i Comuni della Provincia di Lecce con lo stesso comune
capoluogo, i comuni della Provincia di Brindisi) e all’epoca
dell’avvio del progetto di e-Government anche la terza (la
provincia di Taranto) abbiano già sperimentato questo metodo
e conoscano le modalità con cui usarla proprio sull’innovazione
dei servizi che il progetto intende implementare. Per ciò
che riguarda i flussi di lavoro, ci si riferirà ai supporti
informatici per la gestione documentale e per il monitoraggio
dei tempi di flusso. Il centro dei servizi amministrativi opererà
fin dalla sua costituzione per ottimizzare tutti i procedimenti
e per razionalizzare e standardizzare le pratiche operative.
Anzi questa metodologia verrà essa stessa implementata
dall’uso che se ne farà in questo progetto e si conta
di consolidarla al punto tale da renderla un prodotto da offrire
al Paese per il riuso. In parte questa metodologia ha già
questi caratteri e in tal senso è stata premiata con Cento
Progetti al Forum della P.A., ma in questo caso essa sarà
caratterizzata in relazione all’uso che se ne fa per sviluppare
una innovazione ad alto tasso di innovazione tecnologica. L’Istituto
di Ricerca sulla Formazione- Intervento di Roma ha già
annunciato che ne seguirà lo sviluppo e si adopererà
per pubblicizzarne gli esiti.
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